Cos'è per me la Sanguigna

Il disegno a sanguigna è per me sinonimo di vita e di passione, ora cercherò di spiegare il perchè.

Gaia a sanguigna

Il colore è la prima componente, ed è quella che colpisce subito chi guarda l'opera. Il rosso è il colore della passione e sinonimo di vita pulsante, segno evidente del sangue che scorre nelle vene e da vita. Se osserviamo una persona dal vivo, se ha un viso con dei bei lineamenti ed un colore roseo e con le gote accese, ci trasmette vitalità e emozioni positive. L'istinto è di avvicinarsi ad attaccar bottone. Lo stesso viso con gli stessi lineamenti, ma con un colore spento, oserei "freddo", ci trasmette disagio e malore. Il rosso della sanguigna pone lo spettatore davanti all'incarnato di un volto stimolante. Lo stesso ritratto eseguito a carboncino, risulta comunque un opera attraente per la tridimensionalità delle sfumature, ma manca la vitalità intrinseca del rosso.
Con l'aiuto della seconda matita, la sanguigna medics, si possono creare le stesse profondità di sfumatura che si ottengono con il carboncino ma senza "raffreddare" il ritratto. La sanguigna medics è una senguigna di tonalità più scura che conserva ugualmente un colore caldo. Attenzione, da usare solo sovrapposta alla sanguigna classica, altrimenti il distacco tra le due matite sarebbe troppo netto e risulterebbe fastidioso nella totalità dell'opera.
La sanguigna medics è il vero trucco per far risaltare le ciglia, le labbra e il contorno del viso. Usata con parsimonia fa "uscire dal foglio" il ritratto. Assolutamente da evitare o da ridurre ai soli occhi, nel caso si esegua il ritratto di un infante; a meno che non si tratti di un bebè dai colori scuri (carnagione e/o capelli)
Solo in casi eccezzionali si può utilizzare anche la matita seppia per dare ulteriore profondità alle ombre. Personalmente non la uso quasi mai, perchè la trovo una tonalità troppo fredda e tende a incatenare le vitalità del rosso. Se si vuole proprio usare questa terza matita, la si può impiegare in ritratti maschili dai toni molto scuri e duri.

Pirata

Nel ritratto di un vecchio lupo di mare è quasi obbligatoria.


Andando oltre al colore arriviamo al materiale di cui è fatta la sanguinga che, essendo una creta, la rende molto duttile e facilmente lavorabile. Le crete di per sè sono un materiale non friabile come la grafite o il gesso ma neanche pastose come la cera. La creta è un'ottima via di mezzo.
Per la sua consistenza dà abbastanza libertà all'artista che può permettersi di aggiungere o togliere colore quasi senza difficoltà...ovviamente non si può stravolgere la luce. Se si esegue un ritratto partendo con la mano leggera e andando man mano a calcare sempre più dove serve più intensità, si ottengono ottimi risultati senza mostrare evidenti cancellature o senza impastare il disegno. Inoltre se grattata su un pezzo di carta vetrata fine si ottiene una polverina rossa che se usata con il cotone da intensità al volto senza appesantire il quadro perchè essendo molto fine penetra nelle micropieghe del foglio e crea una base incarnata dalla quale partire. Ritornando brevemente al colore, un astuzia è usare la sanguigna su fogli colorati e non bianchi, così da avere una luce più calda. Se poi si vuole stupire con luci molto intense basta aggiungere un tocco di matita bianca ed il gioco è fatto.

Ricordo a sanguignaMa quello che rende unica la sanguigna è la passionalità del suo impiego. Un ritratto a sanguigna è completamente eseguito con le dita. I polpastrelli scorrono sul foglio, accarezzano il volto in ogni sua parte dando forma e risalto all'emotività. Ogni angolo delle dita e della mano è coinvolto nel disegno: la punta del mignolo per le parti più minute, i polpastrelli di indice medio ed anulare per le rarti più ampie, il palmo per eliminare la gomma in eccesso o la nocca del mignolo per ammorbidire e rifinire le sfumature. Ovviamente anche l'altra mano è coinvolta in un incessante manipolazione della gomma pane, per ammorbidirla e plasmarla secondo le esigenze. Mentre si esegue un ritratto pensare di accarezzarne i lineamenti facilita molto la stesura di luci e ombre. Accarezzare un viso da una guancia all'altra passando sul naso è innaturale e non istintivo, ed è anche il primo errore da evitare in un ritratto. Provate ad accarezzare il vostro volto e ad immaginare di poterlo colorare...ecco, sono gli stessi movimenti da eseguire per fare un ottimo ritratto.

Personalmente seguo molto questa passionalità nell'accarezzare il ritratto e penso che questo mio legame con il soggetto si possa trovare nel risultato finale. L'emozione che mi trasmette la parsona, se l'ho conosciuta; o l'idea che mi sono fatto dalla sua foto, inevitabilmente influisce sulle carezze e l'attenzione che posso dedicare al suo ritratto. La mia idea, ovviamente opinabile, del soggetto traspare dal suo sguardo e dalla sua pelle. Il mio non vuol essere un modo per giudicare, ma la trasposizione di centinaia di emozioni non catalogate che rendono unico ognuno di noi; cerco di portare sul foglio quell'insieme di emozioni-passione-vita che si può chiamare solo con il nome proprio di persona.

EVENTI 2018

Fiera di Santa Croce

05 e 06 Maggio - Santa Cristina e Bissone

EVENTI 2017

Fiera di Santa Croce
06 Maggio - Santa Cristina e Bissone
Sagra della Bruschetta
15 Ottobre - Carbonara al Ticino
Mercatini di Natale
26 Novembre - San Genesio
Natale a Grazzano e Motoraduno Babbi
3 Dicembre - Grazzano Visconti

Acquerelli al Caffè

Vi presento una tecnica tutta mia!

Cabina a Londra

Niente di difficile o con materiali particolari ma essendo tutta farina del mio sacco, ne vado molto fiero. L'acquerello al caffe è una tecnica che si addice molto ai paesaggi o alle foto sportive con molta azione o prospettive molto particolari. La base è appunto il caffè, steso con un pennello largo su foglio di carta da acquerello bella tosta, 300 grammi al metro quadro è quello che fa per noi. Il caffè renderà il foglio anticato dandogli un aspetto più caldo e confortevole. Una volta asciutto si può procedere con il disegno vero e proprio. Ho scelto la china color sanguigna (...ne dubitavate?) perchè tonale con la tinta del caffè e resistente all'acqua.

Cabina a Londra

Il pennino va utilizzato come se fosse una matita stando attenti a non sbagliare, qui non si può cancellare! Finito il disegno viene il bello: si decide il protagonista della composizione e lo si colora un po' con gli acquerelli. La cura dei dettagli va via via infittendosi man mano che si raggiunge il punto dove vogliamo attirare l'attenzione. Lasciare scorrere l'acqua e permettergli di perdersi nello sfondo renderà il quadro più poetico ed interessante

L'effetto finale ha il fascino artistico dell'eterno incompiuto che mi appaga molto.

Caldo come la sanguigna, colorato come l'acquerello e realistico come un disegno a matitia!

Ciao !

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